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Termovalorizzatore, sindaci uniti contro il mega impianto della A2A

VIDEO GIULIVI   VIDEO TEDESCO   VIDEO VIDEO2 VIDEO3 VIDEO4  VIDEO5 VIDEO6  VIDEO7   Sala gremita durante il consiglio comunale congiunto che si è svolto a Tarquinia alla presenza anche dei consiglieri di Civitavecchia. Corale e trasversale la contrarietà al progetto. Giulivi: “Faró una variante al piano regolatore per far tornare quelle terre agricole” Il consigliere Moscherini ha abbandonato l’assemblea poco prima del voto

TARQUINIA - Tutti con le braccia alzate per dire ‘‘no categorico’’ alla realizzazione di un inceneritore presso la zona industriale di Tarquinia, al confine con i comuni di Civitavecchia e Allumiere. 

Il sindaco della città etrusca Alessandro Giulivi e il collega della città portuale Ernesto Tedesco oggi pomeriggio hanno guidato un consiglio comunale congiunto che ha visto, non solo le due città, ma l’intero comprensorio schierarsi contro un’ipotesi definita scellerata, in un territorio già profondamente afflitto da diverse servitù.

Unanime il voto a favore della mozione che registra a chiare note la netta contrarietà ad ogni tipo di impianto per il trattamento dei rifiuti. Il no corale ha voluto essere anche un “basta”, basta  sottoporre il territorio, già martoriato, a nuove servitù che minacciano la salute e l’ambiente. “I numeri delle mortalità e delle incidenze delle malattie tumorali -  ha detto la presidente del consiglio comunale Federica Guiducci - sono aberranti. Quei numeri sono i nostri figli, i nostri fratelli, i nostri genitori. Quel numero sono anche io. Parlo con cognizione di causa e quindi dico basta. Il territorio ha già dato. Il territorio deve ripartire da altro”.

Il primo a prendere la parola, dopo le introduzioni e l’appello  del presidente del consiglio comunale Federica Guiducci,  è stato il sindaco Alessandro Giulivi che è intervenuto dopo la proiezione di un video che sintetizzava le bellezze della città di Tarquinia.

In una gremita sala consiliare, Giulivi ha parlato davanti al proprio consiglio, al consiglio comunale di Civitavecchia e agli altri sindaci del comprensorio: presenti il primo cittadino di Montalto di Castro Sergio Caci, il sindaco di Allumiere Antonio Pasquini e il sindaco di Monte Romano Maurizio Testa. Ma anche rappresentanti istituzionali  come il deputato Mauro Rotelli (Fdi), la consigliera regionale Marietta Tidei (Pd) e i colleghi del Movimento Cinque stelle, Silvia Blasi e Devid Porrello.

“È nostro dovere proteggere il nostro territorio e cercare di migliorarlo. - ha detto Giulivi - Il nostro interesse primario è la salvaguardia della vita umana. Finché io sarò sindaco di Tarquinia combatterò tutto ciò che è nocivo e minaccia la salute e il territorio. Faremo tutte le battaglie possibili. Non dovranno riuscire a posare neanche il primo sasso in questi terreni. Porterò subito in questo consiglio una variante al piano regolatore per far tornare quelle terre di Pian d’Organo e Pian dei Cipressi a vocazione agricola. E ció per far sì che l’appetito di molti nel nostro territorio cessi una volta per tutte. Non vogliamo nè centrali, nè inceneritori. Noi vogliamo migliorare la raccolta differenziata e far si che tutto quello che noi andiamo a riciclare diventi per noi denaro. Siamo pronti a fare anche occupazione se dovesse servire a bloccare la realizzazione di questo impianto. Non dobbiamo neanche farli entrare. Porteremo avanti un’azione congiunta con tutti i sindaci del comprensorio per difendere i nostri diritti. Noi siamo con i cittadini, con il territorio, con i nostri figli e con i nostri nipoti". (VIDEO GIULIVI)

Gli ha fatto eco il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco in un puntuale intervento che ha messo in evidenza la volontà del territorio di autodeterminarsi in maniera decisa e drastica contro certi tipi di iniziative scellerate. “Aberrante - ha detto Tedesco - pensare ad un impianto che prevede di trattare 500mila tonnellate di rifiuti l’anno. Ringrazio Giulivi per aver condiviso questo percorso. La circostanza di questo progetto è particolare perché insisterebbe nel territorio di Tarquinia che poi sfocia nel nostro territorio. Ferma opposizione da parte nostra e ferma condivisione della mozione di contrarietà. Questa condivisione può rappresentare l’inizio di un percorso per costituire un sistema una rete. C’è una volontà chiara e precisa affinché questo territorio si unisca in un percorso comune. In un ragionamento concreto che porti sviluppo, occupazione, benessere, tranquillità per i nostri figli. Non dobbiamo abbassare la guardia di fronte ad una richiesta che appare chiaramente contraddittoria rispetto al Piano dei rifiuti che intende portare avanti la Regione Lazio” ( VIDEO TEDESCO )

Una posizione corale, quindi, quella del no all’inceneritore a Tarquinia, che ha visto gli interventi sia dei consiglieri di Tarquinia sia quelli di Civitavecchia. Ma anche dei sindaci, come Pasquini che ha condiviso la proposta lanciata dai due colleghi di Tarquinia e Civitavecchia di fare rete con un tavolo per il territorio.

Caci, dal canto suo, ha messo in evidenza - oltre la scorrettezza da parte dell'ente regionale ''che non ha segnalato al sindaco del territorio un progetto di una simile portata'' -, anche la forte carenza del progetto presentato dalla A2A, così come emerso dalla relazione effettuata da una società incaricata in gran fretta dall’amministrazione Giulivi di esaminare il piano. E per questo Caci ha rivolto un plauso al sindaco Giulivi per la scelta di far elaborare un documento di analisi tecnica sul quale basare la contrarietà e che mette in evidenza le numerose carenze del progetto. "Un progetto - ha detto Caci - elaborato con estrema superficialità". "Anche se fosse stato il solo impianto industriale presentato sul territorio,- ha quindi rimarcato Caci - di fronte ad una progettazione così superficiale di una società piccola ma di una grande holding, meritava comunque la bocciatura. Il nostro no è quindi legato anche  alla superficialità del progetto".

Il sindaco Testa ha voluto testimoniare la vicinanza del comune di Monte Romano al territorio. “Siamo pronti ad intraprendere qualunque azione dovesse essere necessaria”.

Il consigliere di Civitavecchia Marco Piendibene ha rimarcato l’importante iniziativa congiunta ed ha posto l’accento su un aspetto allarmante: “Dobbiamo paragonare l’inquinamento del forno crematorio a massimo regime in un anno, progetto contro il quale stiamo combattendo a Civitavecchia, come se fosse un fiammifero acceso. Il termovalorizzatore, in rapporto, rappresenta l’incendio di un bosco. Questo per far capire l’enorme impatto che avrebbe questo inceneritore sul territorio. Se la Regione Lazio sta seguendo con la differenziata una strada diametralmente opposta a quella dell’incenerimento che in parte potrebbe tranquillizzarci, dall’altra parte non mi sento molto tranquillo per l’iter che seguono i rifiuti speciali. Teniamo alta l’attenzione su questo aspetto che potrebbe rappresentare un escamotage per chi propone il progetto”.

La consigliera Fabiana Attig ha preso decise distanze “dall’ennesima scelta che cade dall’alto senza che i cittadini possano in qualche modo portare le proprie opinioni. Come mai nessuno della Regione Lazio si è accorto di questo progetto? Non possiamo permettere che altri decidano del nostro territorio”. La Attig ha anche rilevato l’assenza della Vas “che dovrebbe essere - ha detto - propedeutica alla Via e che invece non è stata fatta” “La Regione si pronunci per ritirare questo progetto”, ha concluso.

Dalla consigliera regionale Cinque stelle Silvia Blasi la proposta di bloccare in Regione ogni procedura in essere fino alla completa approvazione del piano regionale dei rifiuti che ha già avviato un percorso in senso opposto ai mega impianti di incenerimento.

Favorevole alla proposta della Blasi l’onorevole Marietta Tidei (Pd) che ha posto l’accento su un aspetto del progetto che “deve essere chiaro - ha detto - è figlio di un altro tempo: ormai superato e vecchio e pertanto inattuabile. Il piano regionale dei rifiuti lo ha detto chiaramente”. "Questa deve essere una battaglia di tutto il territorio - ha ribadito la Tidei - Confermo la mia assoluta contrarietà a questo progetto per tantissime ragioni. Questo è un territorio che ha pagato un tributo altissimo, prima di tutto al sistema elettrico nazionale. Sono favorevole a sottoscrivere atti, a presentare mozioni e fare tutto quello che è nelle nostre possibilità e di sindacato ispettivo e nelle nostre funzioni di indirizzo politico". Sulla questione della Vas, sollevata dalla Attig, la Tidei ha spiegato: "La Vas è prevista negli ambiti di pianificazione e siccome  quella purtroppo è un'area coerente con la destinazione d'uso legata al progetto la Vas non era necessaria. Si mettano in ampo tutte le azioni per bloccare questo progetto". 

Fondamentali anche gli interventi  dell’ingegnere Achille Cester che ha parlato delle carenze tecniche del progetto e del dottor Giovanni Ghirga che ha spiegato i rischi per la salute delle persone legati ad un impianto di una simile portata.

Un fiume di interventi fino alla lettura in tarda sera, dopo quasi tre ore di discussione, della mozione dell’amministrazione Giulivi, in linea con quella già approvata a Civitavecchia.

Il documento prevede la “contrarietà all'apertura di qualsiasi tipo di impianto che comporti l’incenerimento di rifiuti su tutto il territorio del comune di Tarquinia”. Impegna il Sindaco ad esprimere il parere negativo all’ufficio V.I.A. della Regione Lazio, tramite le osservazioni puntuali, entro 20 giorni ai sensi dell’art. 27 bis del codice dell'ambiente per l’Esame dell’Impianto di recupero Energetico di Tarquinia (VT) ubicato in località Pian d'Organo - Pian dei Cipressi. Inoltre conferisce mandato al Sindaco di agire nei termini e nelle modalità che si riterrà  idonee per la tutela degli interessi del territorio e dà mandato al Sindaco, quale massima autorità sanitaria, di diminuire i carichi inquinanti, e, facendo ricorso al principio di precauzione, di non autorizzare impianti impattanti, affinché venga garantito il diritto alla salute dei cittadini rispetto a qualsiasi altro interesse privato”. 

Nelle premesse il documento richiama anche ad una serie di atti adottati in passato dal consiglio comunale delle città etrusca. Tra questi il parere espresso nel 2004 contro l’insediamento di centrali, industrie o impianti dediti alla lavorazione, stoccaggio e trattamento di qualsiasi tipo di rifiuti provenienti da fuori del territorio comunale. E la delibera del 10 aprile 2008 sull’approvazione per il piano quadro d’indirizzo e coordinamento zona D1 a Pian d’Organo e Pian dei Cipressi, in cui viene specificato che non si accettano insediamenti di stoccaggio di rifiuti di ceneri e di altri prodotti della combustione e che sono esclusi cementifici, inceneritori, industrie chimiche, depositi inquinanti e discariche.

Da sottolineare che poco prima della votazione, il consigliere comunale Gianni Moscherini si è allontanato dall’aula non partecipando alla votazione.  Circostanza stigmatizzata da molti dei presenti. 

(09 Ago 2019 - Ore 21:14)

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