DOMENICA 18 Agosto 2019 - Aggiornato alle 18:45

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Termovalorizzatore, il no sarà scritto nero su bianco

Oggi alle 18 il consiglio comunale congiunto alla presenza dei Comuni di Tarquinia e Civitavecchia
Invitati anche gli altri rappresentanti istituzionali del comprensorio

TARQUINIA – Sarà messo nero su bianco, oggi pomeriggio, il ‘’no categorico’’ del territorio  all’ipotesi di realizzazione di un termovalorizzatore a Pian D’Organo-Pian dei Cipressi, nella zona industriale di Tarquinia situata al confine con Civitavecchia.
Un no congiunto, quello dei comuni di Tarquinia e di Civitavecchia, che oggi si incontreranno al palazzo di piazza Matteotti con i rispettivi consigli comunali. L’appuntamento è fissato per le 18.

All’assise straordinaria, convocata in gran fretta dopo la notizia della richiesta di Valutazione d’impatto ambientale alla Regione Lazio da parte della ‘’A2A Ambiente’’, sono invitati a partecipare anche i rappresentati degli altri comuni del comprensorio, oltre che i cittadini. 
Nonostante le rassicurazioni giunte in queste ore dal consigliere regionale Gino De Paolis, a seguito del colloquio avuto con l’assessore Massimiliano Valeriani, che ha escluso ogni possibilità di realizzazione dell’inceneritore, il sindaco di Tarquinia  Alessandro Giulivi ha deciso di tutelare la propria città con il voto di contrarietà in consiglio comunale e dicendosi anche pronto a dare battaglia contro la minaccia di un mega impianto nel quale, secondo quanto allegato alla richiesta di Via, verrebbero trattati 481.000 tonnellate all’anno di rifiuti speciali che potrebbero arrivare fino a  540.000 t/a; con 122.000 ton/anno di ceneri pesanti e 40.000 t/anno di ceneri leggere di risulta dalla combustione e un camino di 70 metri che emetterà tonnellate di inquinanti.
Nella mozione che sarà sottoposta a votazione oggi verrà espresso un deciso ‘’no alla realizzazione del termovalorizzatore della società A2A Ambiente spa in località Pian d’Organo – Pian dei Cipressi».

Nel documento verrà richiamato anche un vizio procedurale in quanto sarebbero state eluse tutta una serie di autorizzazioni urbanistiche propedeutiche alla realizzazione dell’impianto stesso come rilevato da professionisti incaricati dal Comune che hanno elaborato deduzioni e pareri motivati di contrarietà.

Ma non solo. L’impianto di incenerimento rifiuti  proposto, oltre ad essere altamente pericoloso per la salute e l’ambiente, è anche in contrasto con il nuovo Piano rifiuti regionale che si indirizza in maniera opposta. Secondo quanto annunciato dal governatore regionale Nicola Zingaretti in commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti e l’ambiente, il piano rifiuti regionale prevede infatti che ogni territorio chiuda autonomamente il proprio ciclo dei rifiuti.

 “Il consiglio comunale – ha ribadito il sindaco Alessandro Giulivi – è solo il primo atto a tutela del territorio e non si escludono iniziative più clamorose per impedire questa assurda iniziativa imprenditoriale in danno dell’ambiente e della popolazione». «Ricordiamo - ha anche detto Giulivi - che il nostro territorio, già in passato, ha subito le infauste decisioni di Governi poco attenti alla salute dei cittadini”.
Anche il Movimento civico di Tarquinia  esprime perplessità sull’intera vicenda. «Il 2 agosto, la giunta regionale del Lazio ha approvato il Piano rifiuti 2019-2025. Da questa data scatteranno i 60 giorni occorrenti per le osservazioni e altri 30 giorni per le controdeduuzioni per poi approdare all’esame defintivo della Commissione e del Consiglio regionale. Anteriormente a tale data, esattamente il 31 luglio 2019, al Comune di Tarquinia perveniva, dalla medesima Regione Lazio, una nota pec con la quale si dava avvio alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per un «impianto di recupero energetico» da realizzarsi nel nostro territorio in località Pian d’Organi (zona industriale) e per la quale è prevista una verifica della documentazione allegata entro e non oltre 20 giorni dal suo ricevimento».
«Appare quanto mai sospetto - dicono dal Movimento civico - il fatto che, in coincidenza dell’approvazione di tale piano da parte della regione, si presenti un progetto per la realizzazione di un mega impianto per l’incenerimento dei rifiuti in netta contraddizione con quanto previsto dalla delibera regionale recentemente approvata. Su un giornale on line a livello nazionale è apparso inoltre che la società A2a, la stessa che ha presentato la richiesta di Via, è una società la cui maggioranza è detenuta dai Comuni di Milano e Brescia, partecipata in minima parte – 3.500 azioni – anche dal vicepremier Matteo Salvini. Il Movimento civico ci tiene a ribadire con fermezza che gli intrecci tra politica e finanza non ci piacciono e non sono nel nostro Dna e che comunque, visto che tra gli attori vi è anche il capo del partito del sindaco della nostra città, vigileremo attentamente su tale operazione».

(09 Ago 2019 - Ore 06:16)

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