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Tarquinia, primo consiglio: è subito scontro, ma tra le opposizioni

Ufficializzata giovedì sera la squadra di governo del sindaco Pietro Mencarini  nel corso della prima assise comunale subito ‘‘calda’’. Eletto presidente Arrigo Bergonzini. Confermata la giunta. Ecco tutte le deleghe ai consiglieri. Parole d’ordine: fermezza e umiltà VIDEO

TARQUINIA - Un consiglio comunale caldo sotto tutti i punti di vista. Ieri sera a Tarquinia l'amministrazione del sindaco Pietro Mencarini ha dato il là al cambiamento. E in tanti hanno voluto essere partecipi e testimoni di una nuova era. Un cambiamento sul quale ripone fiducia e speranze la maggioranza dei tarquiniesi, quelli che hanno votato la squadra di Mencarini che ora dovrà dimostrare di fare, e di saper fare bene. Aula gremita come da anni non si vedeva più. Complice la novità o forse l'orario serale, oggetto, peraltro, di discussione in questa prima assise, a seguito della mozione del Movimento Cinque stelle.

Lo scontro sulla incandidabilità. A scaldare subito l'atmosfera, ci ha pensato il consigliere comunale d'opposizione Gianni Moscherini che sul punto dell'incandidabilità è tornato alla carica chiedendo all'amministrazione comunale di riferire sulle risposte del Ministero dell'Interno a seguito del quesito inoltrato dal prefetto (su richiesta dello stesso Moscherini), in merito alla posizione del consigliere comunale d'opposizione Anselmo Ranucci che, come preannunciato, era presente in aula con la convinzione di proseguire la politica nel ruolo di opposizione costruttiva. Moscherini è stato chiaro: "Ritengo che sussista una condizione di incompatibilità con la candidatura di Ranucci, poi riteniamo che sia ineleggibile e pertanto chiediamo chiarimenti al Ministero dell’Interno". Ranucci pronto in un'arringa che si è subito trasformata in un conflitto tra le stesse forze di opposizione, più che tra maggioranza e opposizione. "Il primo consiglio comunale dovrebbe essere di benvenuto - ha detto Ranucci - quindi non ci facciamo tirare da queste polemiche. Ci saranno gli organi preposti a chiarire tutte le questioni di incandidabilità e ineleggibilità. Io sono qui per dire bravi a coloro che hanno vinto. Noi siamo qui per cercare di migliorare la nostra Tarquinia, non per farci le guerre e non per creare problemi con attacchi personali e familiari. In tante campagne elettorali non è mai successa una cosa del genere, si è sempre parlato di programmi e di politica. Questo modo di fare politica bieco a noi non interessa. Chi vince deve essere in grado di governare. Dico a Pietro Mencarini: Tarquinia ti ha votato, siamo contenti, saremo vicini a questa amministrazione quando le cose saranno giuste, faremo opposizione dura quando le cose non ci piaceranno. L'unica cosa che posso dire è: evviva la democrazia”. Dai banchi della maggioranza puntuale l'intervento di Silvano Olmi: "Mi associo a quanto già detto, la democrazia è una cosa importantissima, il consiglio comunale è la sede dove si discute e si dibatte, la campagna elettorale è finita, spero si rientri in determinati canoni, quelli della correttezza". Toccante il passaggio di Olmi sul ricordo dei consiglieri scomparsi Gianfranco Guiducci, papà della consigliera Federica, e Sergio Benedetti. Chiara la posizione di Olmi rispetto alle argomentazioni di Moscherini sulla incandidabilità: "Io non ritengo ci siano incompatibilità o ineleggibilità del consigliere Ranucci: ho studiato la materia e mi sono fatto questa opinione".  A ribadire che ad oggi non esistono carte sulla questione, è stato il presidente del consiglio pro tempore Federica Guiducci: "Su una eventuale risposta del Ministero non c'è nulla di ufficiale". Concetto ribadito dai banchi dell'opposizione anche dal consigliere Sandro Celli: "Come Ranucci, mi associo anche io ai complimenti all’amministrazione. Saremo vigili e attenti su quello che voi farete; avremo anche il piacere di poter condividere quello che riterremo giusto. Tarquinia ha deciso in maniera inequivocabile chi doveva governare questi cinque anni, speriamo che questo possa avvenire nella massima serenità e nella massima tranquillità, nel modo più giusto, equo e trasparente e soprattutto utile per la comunità". "Per quanto riguarda il discorso di Moscherini - ha aggiunto Celli - voglio dire che la campagna elettorale è finita; quando poi si entra in consiglio comunale quello che serve sono gli atti; quindi non può venirci a raccontare che ha parlato con, che ha detto che. Sono solo parole. Non abbiamo ragione di non credere, ma sono solo parole. Non credo che il prefetto, se avesse fatto un quesito al Ministero dell'Interno e se ci fosse stato un dubbio, non avrebbe avvisato l'amministrazione comunale sulla posizione del consigliere Ranucci. È arrivato qualcosa dal ministero? No, sono solo parole quindi, ad oggi non c'è un atto e gli atti sono quelli che contano". È uscito poi dal tema Celli, che ha richiamato l'attenzione sulle associazioni sportive e il buon operato di Ranucci, ottenendo la contestazione, a seguire, di Gianni Moscherini. "Io credo che un'associazione che ha 45 anni di vita - ha detto Celli - e che fa attività con i nostri ragazzi da tanto tempo dovrebbe essere qualcosa di meritorio. Chi pensa che ci possa essere qualcuno che possa guadagnare sulle attività sportive pensa male. Segno che non ha mai vissuto lo sport. Abbiamo circa trenta associazioni sportive, sono persone che sacrificano tempo, denaro e a loro possiamo solo dire grazie”.

Il presidente del Consiglio e la Prima Repubblica. Lineare il secondo punto all'ordine del giorno: l'elezione del presidente del consiglio comunale che, come annunciato, ha incoronato l'avvocato Arrigo Bergonzini con undici voti a favore (uno per Bacciardi e tre per Cesarini). Bergonzini ha subito preso posizione nello scranno apposito, dopo la votazione per l'immediata esecutività. Frizzante e fluido, completamente a suo agio, Bergonzini ha esordito con una battuta iniziale sul consenso ricevuto, "qualcuno mi ha detto per via dell'anzianità”. “In effetti posso dire di essere il più vecchio almeno dal punto di vista della militanza politica e amministrativa – ha detto -  avendo fatto il consigliere quando avevo l'età del vicesindaco Manuel Catini, con l'allora sindaco Mario Marca che era, all'epoca, più giovane dell'assessora Martina Tosoni". "Posso dire che sono critiche che non hanno senso - ha aggiunto Bergonzini - il fatto che nella nostra giunta non ci siano personaggi di esperienza, che poi spesso si accompagna alla supponenza e che non si accompagna quasi mai all'entusiasmo. Io mi fido di loro e voglio metterci la faccia. Sono convinto che non mi deluderanno. Io mi sono formato amministrativamente con la Prima Repubblica, per dirla con Checco Zalone, e la Prima Repubblica non si scorda mai. E uno dei suoi principi fondamentali  lo voglio conservare: noi non abbiamo gli oltre 5mila voti che abbiamo ottenuto al ballottaggio; come Moscherini non ha i tremila voti. Per me vale il discorso del principio proporzionale: il discorso del 27%. Un successo insperato, ottenuto con una candidatura avvenuta in prossimità della scadenza delle liste elettorali, con tante difficoltà in situazioni di precarietà organizzativa che abbiamo cercato subito di sanare. Perciò ci rendiamo conto che sotto il profilo proporzionale della rappresentatività della popolazione non abbiamo tutti quei voti, in questo senso dobbiamo fare nostro questo principio e farci garanti di tutte le istanze e di tutti consensi. Auguro a tutti buon lavoro. Ce la metteremo tutta. Se vi deluderemo ce lo farete sapere".

Il giuramento del sindaco. Al terzo punto, il momento tanto atteso, il giuramento del sindaco Pietro Mencarini che, seguendo il protocollo, ha indossato la fascia tricolore tra gli applausi dei presenti: "Giuro di rispettare ed osservare lealmente la Costituzione italiana e le voci della Repubblica e di improntare la mia attività amministrativa al rispetto delle prerogative del consiglio comunale dei principi di trasparenza e collegialità, nell'azione, nei principi e finalità contenuti nello Statuto".

Le deleghe a tutti i consiglieri. Il sindaco ha poi proceduto con le deleghe, segnando una linea di rottura netta rispetto alla passata amministrazione Mazzola. Mencarini ha infatti assegnato una delega a tutti i consiglieri. Nell'esecutivo: il vicesindaco Manuel Catini, con delega ai Servizi sociali e Politiche giovanili; Alfonso Micozzi con delega all'Agricoltura, artigianato e attività produttive; Laura Sposetti assessore ai Lavori pubblici e Impianti tecnologici; Pietro Serafini Turismo, promozione turistica e prodotti tipici; Martina Tosoni assessore alla Cultura e allo Spettacolo. Quindi le deleghe ai consiglieri: Federica Guiducci Pubblica istruzione; Roberto Benedetti delega alla Protezione civile; Stefano Zacchini Sport; Silvano Olmi Ambiente e sicurezza; Marco Bordi Patrimonio e demanio; Stefania Ziccardi delega al Commercio; Paola Monti Verde pubblico e arredo urbano; Marica Cerasa rapporti istituzionali e pari opportunità; Maurizio Perinu delega al canile comunale.

Il sindaco, la fermezza e l’umiltà. Aperto al dialogo, il sindaco Mencarini si è concesso un momento per illustrare la sua linea di attività amministrativa. Il primo cittadino ha ribadito il principio della condivisione, della fermezza e dell’umiltà: "Sono onorato di ricoprire questo ruolo di sindaco della nostra città di Tarquinia – ha detto Mencarini - ed ho anche giurato sulla Costituzione. Questo consiglio comunale sarà luogo di confronto civile e di condivisione di idee e di progetti, luogo di rappresentanza e di controllo in un'ottica di trasparenza e di partecipazione. Occupo questa carica avendo sempre in mente che mi è stata affidata per essere gestita con responsabilità per restituire e migliorare Tarquinia, dando ai nostri cittadini una città migliore. Le persone che vivono nella nostra cittadina sono il centro del mio impegno il quale, garantisco, sarà costante e continuo. Ascolteremo e collaboreremo con le associazioni culturali, sociali, sportive, imprenditori, e sindacati  di tutte le aree, nella ricerca di idee e di soluzioni che siano le migliori possibili per costruire un dimensione vivibile ed un tessuto sociale più ricco, aumentando il senso dell'appartenenza e la coesione sociale del nostro paese. Sono convinto che amministrare nel modo giusto è garantire pari dignità ad ogni nostro cittadino, rendendolo protagonista delle scelte che farà l'amministrazione. Lavorare con impegno e serietà è l'unico modo per ottenere risultati e cambiamento. Voglio, e vogliamo, che Tarquinia diventi sempre di più una città capace di valorizzare la forte tradizione di solidarietà; una città che sappia promuovere e sviluppare le proprie eccellenze, una città che sappia dare risposte ai nostri giovani e non li costringa ad andare a lavorare fuori.  Umiltà e fermezza, l'inizio di questo nuovo impegno insieme ai miei collaboratori: in giunta, con il presidente del consiglio e con i consiglieri, tutti, sia quelli che mi sostengono sia quelli d'opposizione, alla quale opposizione è affidato il compito di controllare e vigilare con senso critico e costruttivo. E a tutti voi un ringraziamento grande. A tutti i cittadini. Anche quelli che non ci hanno votati, per il compito che mi hanno e ci hanno affidato, e anche per il sostegno che questa sera in questa aula ci hanno voluto dimostrare. A tutti un augurio di buon lavoro da svolgere con passione e impegno”.

Le commissioni. Poi la nomina della commissione elettorale: Federica Guiducci, Maurizio Perinu e Alberto Riglietti per la minoranza. Per i supplenti: Roberto Benedetti,  Paola Monti e Sandro Celli (che ha ottenuto la parità con Ranucci ma è stato scelto in quanto consigliere più anziano). Votazioni segrete anche per la Commissione per la formazione degli ambiti dei giudici popolari: (Olmi e Cesarini)

Le mozioni e lo scacchiere politico. Dibattito a tutto tondo sulle due mozioni presentate dal Movimento Cinque stelle.  Accolta all’unanimità la proposta della maggioranza di modificare la mozione pentastellata introducendo il termine ‘’prevalentemente’’ per le convocazioni serali dei consigli comunali. Altro vero elemento di rottura rispetto all’amministrazione Mazzola che ha sempre preferito consigli mattutini. Al presidente Bergonzini il compito di proporre la modifica: “Questa maggioranza, pur condividendo la circostanza sollevata dai Cinque stelle,  ritiene che non possa essere tassativa la condizione serale proposta e al tempo stesso, pur privilegiando la convocazione dei consigli comunali serali ritiene che la dicitura debba essere modificata. I consigli comunali sono convocati prevalentemente nelle fasce serali, in modo da poter consentire la partecipazione del maggior numero possibile di cittadini. Non si può stabilire però questa regola tassativamente". Modifica accolta dallo stesso grillino Ernesto Cesarini: “La partecipazione è un bene comune che si è rarefatto in questa città. Vogliamo riappropriarcene”. Anche Ranucci d'accordo con la modifica, con qualche distinguo: “Bisogna individuare un orario che permetta a tutti i cittadini di partecipare dall'inizio alla fine. Se il serale deve essere tassativamente dalle 20,30 in poi non va bene. In inverno sarebbe impossibile seguire i consigli fino a notte fonda”. Prevedere orari dalle 18 in poi è stata anche la proposta di Gianni Moscherini: “Dobbiamo essere tutti d’accordo che la mattina non si fanno più consigli”. Celli ha rimarcato la necessità di vincolare l’amministrazione ad una sensibilità, nel capire, di volta in volta, a secondo degli argomenti l’orario più consono. “Condivido lo spirito della mozione – ha detto - ma credo che non ci possa essere un vincolo preciso”.  A Bacciardi il compito di rilevare che la mozione non indica l’orario preciso ma solo la fascia serale, lasciando quindi piena autonomia nell’orario di inizio: “Deciderà l'amministrazione, nella mozione non c'è orario”. Quindi la votazione con accoglimento all’unanimità della modifica. Acceso dibattito sulla seconda mozione relativa all’utilizzo più esteso della sala consiliare. A sentirsi colpito il consigliere d’opposizione Sandro Celli che ha detto “abbiamo concesso la sala sempre a tutti”, ottenendo le reazioni di alcuni presenti in sala tra cui marco Tosoni. Celli ha suggerito una ‘’regolamentazione’’  “perché – ha detto – si tratta di una sala di pregio. Quindi condivido che questa sala possa essere data e continuare ad essere data a tutti ma con garanzie” . Poi l’attacco alla democrazia: “Questa delibera – ha detto Celli - è limitante. Assurda l’intercessione di un consigliere comunale. Ma dove sta scritto? Basta fare richiesta al presidente del consiglio. Quindi si all’utilizzo ma deve essere fatto un regolamento. Serve un regolamento chiaro e deciso, come hanno fatto tutti i comuni. Massima apertura all'utilizzo ma facciamo prima un regolamento”.  Moscherini pienamente  d'accordo con il grillino Ernesto Cesarini: “È bene che un consigliere si assuma la responsabilità per un evento che si svolge nell’aula consiliare”. Alla fine la votazione registra un netto dato politico: contrari alla mozione grillina i consiglieri di maggioranza e quelli di opposizione del Pd, Ranucci e Celli. Favorevoli invece, oltre a Cesarini del M5S, Bacciardi, Moscherini e Riglietti. E questo è solo l'inizio.  (a.r.)

VIDEO

(14 Lug 2017 - Ore 13:28)

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