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Scarichi a mare: fuori i responsabili

Non una scoperta choc quella di questi giorni ma uno scempio ambientale che dura da anni perchè a Ceri non c’è mai stato il depuratore. Riunione operativa tra il sindaco Pascucci, l’ufficio tecnico del Comune e i vertici di Acea Ato 2 sul tema della depurazione. La Procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo contro ignoti per appurare le responsabilità

di TONI MORETTI

CERVETERI - E’ arrivata come un fulmine a ciel sereno, in un cielo che tanto sereno non sembra, la notizia che i controlli serrati che la Capitaneria di Porto sta facendo su tutti i depuratori della zona, che a  Ceri, un depuratore non c’è e rendendo più minuziose le indagini si scopre che buona parte delle abitazioni della frazione è collegata direttamente al fosso che confluendo nel Sanguinara porta i liquami direttamente al mare. Tutti i politici interessati, di ieri e di oggi, non ci provano neanche a cascare dal pero, forse perché è trapelato che lo sdegno in Procura a Civitavecchia è stato tanto, a cominciare dal procuratore capo e che è stato aperto immediatamente un fascicolo contro ignoti per l’accertamento  delle responsabilità. Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri è il primo ad intervenire con una dichiarazione che tende ad alleggerire sue eventuali responsabilità sottolineando che lui e la sua amministrazione sono stati gli unici ad intervenire per primi. 
Dichiara infatti il primo cittadino: «Siamo a conoscenza da anni che la rete fognaria di Ceri scaricava in una grande fossa, che le acque non venivano trattate da un depuratore tanto che nel 2016, chiedemmo ed ottenemmo dall’Acea, alla quale era stata trasferita la gestione della rete idrica comunale la predisposizione di un progetto, cosa per altro mai fatta prima da nessun altra amministrazione che ci aveva preceduto, riguardante un depuratore al costo del quale, l’Acea stessa si impegnò ad intervenire con un milione e 600mila euro. Per la realizzazione dell’opera sono state chieste tutte le autorizzazioni necessarie, e era noto che i lavori dovevano cominciare questo anno. Mercoledì nel corso di una riunione operativa con Acea Ato2 e con l’ufficio tecnico del comune sul tema della depurazione,  alla presenza del nuovo presidente  Sandro Cecili, abbiamo avuto conferma che l’iter sta proseguendo. Purtroppo - continua Pascucci -  per troppi decenni le questioni ambientali nella nostra città sono state trascurate e nonostante il nostro lavoro i nodi vengono al pettine». 
Già nel 2014 ci fu una schermaglia, poi ricomposta, tra l’allora sindaco di Ladispoli Enzo Paliotta e quello di Cerveteri Alessio Pascucci. Lamentava allora Paliotta che i divieti di balneazione che Ladispoli era costretta a mettere in alcuni tratti di costa appartenenti al suo territorio, derivavano da alcune acque non depurate nell’entroterra facendo un chiaro riferimento a Cerveteri e a Ceri. 
«Ci siamo messi da subito a  completa disposizione della Guardia Costiera - conclude Pascucci -  per individuare gli eventuali responsabili degli scarichi abusivi e per provvedere in tempi celeri alla risoluzione del problema. Ciò che non ci era noto, come invece apprendiamo dall’ispezione della Capitaneria di Porto, era che alcune delle abitazioni della frazione, avessero collegato gli scarichi direttamente nel fosso permettendo che i liquami arrivassero, trasportati dalla corrente, direttamente a mare». 
Sta di fatto che, agli occhi dei tanti cittadini rimasti basiti dallo scoprire forse la causa dei tanti fastidi alla pelle per effetto dei bagni estivi nel loro mare, sono probabilmente tutti responsabili: il Sindaco perché oggettivamente garante e custode della salute pubblica; l’Acea che con cinismo caricava in bolletta, esigendone il pagamento, il costo del servizio di depurazione delle acque, e lo ha fatto anche a Ceri pur sapendo che non avveniva; gli uffici comunali ambiente ed urbanistica che non hanno evidentemente ben controllato nel rilascio delle licenze e dei permessi di loro competenza; i costruttori o i proprietari che sapevano, che cinicamente hanno con consapevolezza contribuito a compromettere uno dei più belli  tra i litorali d’Italia e siamo sicuri che vorranno esporre i ringraziamenti al lavoro meticoloso della Capitaneria di Porto e ai magistrati che vorranno punire chiunque avrà accertate delle responsabilità.

(19 Gen 2018 - Ore 11:20)

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