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''San Giorgio, lo studio Uras-Panunzio tutelerà gli interessi di tutti''

Lo afferma il presidente del Consorzio Etruria Luigi Terzini che spiega nei particolari le decisioni e gli obiettivi dei soci «Il Comune è un avversario leale e aperto al dialogo»

TARQUINIA - «Lo studio legale Uras-Panunzio si occuperà dei Piani del Consorzio Etruria tutelando gli interessi di tutti, soprattutto di chi ha già una casa e vuole le opere di urbanizzazione e di chi non ha mai costruito e vuole veder riconosciuto un sacrosanto diritto». A rimarcare il concetto è il presidente del Consorzio Etruria Luigi Terzini che entra nel dettaglio sull’operato del gruppo di soci di San Giorgio che hanno adottato una linea operativa diversa, rispetto agli altri tre consorzi presenti nella località, «seppure l’obiettivo resta comune».

«Un diritto – aggiunge il presidente del Consorzio Etruria - che non ha nessuna connotazione politica, come accaduto nel recente passato. Che poi ci sia qualcuno tra i soci che si rivolgerà allo studio per questioni individuali è un altro discorso, prettamente personale. Pertanto, invito tutti a fare riferimento solo agli organi di governo del Consorzio Etruria, rappresentati dal presidente, che sono quelli che esprimono la volontà dell’assemblea dei soci senza strumentalizzazioni o secondi fini».

«Per quanto riguarda quella che qualcuno definisce " divisione " dagli altri Consorzi, - precisa il presidente - tengo a sottolineare che l’obiettivo è e resterà comune. E’ diversa la strategia. Il sottoscritto infatti, rispettando la volontà dei soci del proprio Consorzio, ha suggerito agli altri presidenti, più volte, di affidare ad uno studio legale la tutela dei nostri diritti e di eventuali danni subiti a causa dell’inoperosità delle precedenti, e sottolineo precedenti, amministrazioni comunali e regionali. Tale proposta non è stata condivisa e quindi noi abbiamo dato seguito a quanto ci eravamo proposti di fare».

«E così, dopo aver deliberato nell’assemblea del 24 agosto 2017 , - presegue Terzini - abbiamo incontrato due volte il Sindaco Mencarini, prima alla presenza del responsabile dell’Ufficio Tecnico architetto Fioravanti e del legale del Comune, poi di alcuni assessori. Abbiamo fatto presente che il Consorzio Etruria nel 1968 aveva firmato una convenzione con il Comune di Tarquinia, in seguito alla quale aveva realizzato a proprie spese, quindi non a spese del Comune, opere di urbanizzazione ancora visibili in loco. Fogne e impianto idrico. Tali opere erano state poi persino collaudate. Sempre tutto a spese dei soci. Le varie amministrazioni del Comune di Tarquinia, nel corso degli anni, hanno ignorato i nostri Piani, regolarmente presentati secondo le loro indicazioni, con il risultato che il nostro Consorzio, a causa delle lungaggini burocratiche e del disinteresse delle istituzioni, è stato nel frattempo gravato da vincoli più impattanti rispetto agli altri Consorzi. Vincoli subentrati recentemente. Tali vincoli, paesaggistico e idrogeologico, è bene precisarlo, non costituiscono un obbligo di inedificabilità assoluta, ma impongono solo 2 paletti».

«Riguardo al primo – aggiunge il presidente del Consorzio Etruria - il rispetto di determinati criteri di edificabilità in funzione della tutela del paesaggio, cosa a cui tutti noi desideriamo attenerci rigorosamente. Riguardo al secondo, la realizzazione di opere di mitigazione sul fosso della Birba, per le quali siamo sempre stati disposti a farci carico delle spese. Ma anche questo non è mai bastato e i nostri Piani sono congelati in Regione dal 2009. Congelati, non bocciati. Perché per bocciarli devono essere prodotte motivazioni che al momento non avrebbero ragione di esistere».

«Oltre alla nostra storia – prosegue il presidente - abbiamo detto al Sindaco Mencarini sin da subito che eravamo stanchi di questo stallo. Che tutto questo aveva generato una svalutazione dei nostri terreni. Che 2 recenti sentenze della Corte Suprema di Cassazione hanno stabilito in termini IMU che " un terreno, ancorché inserito in un PRG, in assenza di Piani attuativi che ne consentano l’edificabilità, non può essere soggetto ad Imu come terreno edificabile" significando così che l’amministrazione ha per anni effettuato un prelievo che potrebbe essere considerato illegittimo. Ed abbiamo concluso facendo presente che avremmo affidato i nostri interessi ad uno Studio Legale per seguire lo sviluppo dei nostri Piani e verificare se ci fossero gli estremi per richiedere un risarcimento danni per quanto sopra citato».

«A fronte di questa nostra presa di posizione netta siamo comunque consapevoli di un dato di fatto inequivocabile – dice Terzini - Se esiste questa assurda e inqualificabile situazione di stallo, se sono stati avviati procedimenti di demolizione e in alcuni casi di acquisizione di terreni, di certo non è a causa di questa amministrazione perché tutto ha avuto inizio con le precedenti amministrazioni in Regione e in Comune».

«L’altro dato – conclude il presidente del Consorzio Etruria - di fatto è che il Sindaco Mencarini e i suoi collaboratori ci hanno ricevuto più volte e invitato a discutere gli sviluppi dei nostri Piani insieme ai nostri tecnici, avvocato, geologo e architetto. Senza nascondere le difficoltà e senza dare garanzie. Cosa che nessuno delle precedenti amministrazioni aveva fatto, ad eccezione dei responsabili dell’Ufficio Tecnico. Unici ad averci sempre messo dinanzi alle realtà nuda e cruda, senza giri di parole, evitando come altri di fare promesse o alimentare speranze poi non mantenute. Ciò non significa che la loro idea di applicare la legge 28/80 con la variante speciale, legge peraltro invocata più volte anche dalla precedente amministrazione, vada bene. E che noi ci fidiamo a prescindere. Per questa ragione abbiamo affidato i nostri interessi ad uno Studio Legale di Cagliari esperto in cause e problematiche di questo tipo, avendone discusse e vinte diverse. E l’amministrazione Mencarini si è resa disponibile al dialogo. Il Comune di Tarquinia è un nostro avversario. Lo dice la storia di San Giorgio. Vigileremo e lotteremo, per rivendicare danni subiti e diritti, sia chiaro a tutti. Ma posso affermare, almeno fino ad ora, di avere dinanzi un avversario leale e aperto al dialogo. Al resto penseranno i nostri legali».

(13 Feb 2018 - Ore 06:17)

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