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"Mezzogiorno, guardiamo al modello europeo"

Il tema al centro di un incontro al Ministero per lo Sviluppo Economico tra Invitalia e Luiss

Roma - Individuare soluzioni in grado di rivitalizzare il sistema produttivo locale e aumentare i livelli di occupazione nel Mezzogiorno, guardando alla nuova dimensione europea delle politiche regionali e di coesione. E’ questo il tema che è stato al centro dell’incontro tenutosi nella sala del Parlamentino del ministero dello Sviluppo Economico, durante il quale è stato presentato il paper ‘La nuova dimensione europea delle politiche regionali e di coesione’, sullo sviluppo economico del Sud Italia a cura del Laboratorio Luiss sul Mezzogiorno, centro di ricerca nato dalla collaborazione tra l’Ateneo e Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.
La Luiss insieme a Invitalia ha attivato un master di secondo livello in ‘Economia e Politiche dello sviluppo’, in collaborazione con la Luiss School of Government. La prima edizione del master ha preso il via a marzo scorso e si è concluso sostanzialmente con la giornata di oggi. Per Ernesto Somma, capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico, è positivo «l’impegno di due soggetti, pubblico e privato, nell’alimentare il dibattito su questi temi, e noi abbiamo accolto con piacere la richiesta di ospitare questa iniziativa: è importante guardare con attenzione e competenza alla nuove politiche di programmazione europea».
E all’evento è intervenuto l’ad di Invitalia, Domenico Arcuri: «Per troppi anni, che per fortuna si sono conclusi, le politiche di coesione per l’Italia sono stati nella migliore delle ipotesi delle politiche residuali, nella peggiore inutili. Negli ultimi questa tendenza è stata accantonata e i risultati del prodotto interno lordo delle regioni del Mezzogiorno sono lì a dimostrarlo. Non basta -ha aggiunto- aver cambiato il senso di questo importante contributo alla crescita di questo Paese, serve con calma, pazienza e tenacia costruire una classe dirigente che possa rendere strutturale e definitiva questa tendenza. Questo master prova a dare un contributo in questo senso».
Al master, tra l’altro, hanno partecipato dei dipendenti di Invitalia, che hanno potuto usufruire di borse di studio offerte dall’Agenzia. Per Arcuri, «nella prossima edizione del master proveremo a incrementare l’offerta e a renderla ancora più efficace, in collaborazione con la Luiss». «Ai colleghi di Invitalia che hanno preso parte al master dico che sicuramente oggi hanno delle competenze in più e chiedo loro di metterle a frutto all’interno dell’azienda e del Gruppo», ha aggiunto.
Secondo Stefano Manzocchi, direttore Dipartimento Economia e Finanza Luiss e direttore del master insieme a Sergio Fabbrini, «l’intenzione del paper e del master è di portare una ventata di novità in un dibattito molto ampio come quello intorno alle imprese del Sud, e il nostro impegno continua con l’apertura delle iscrizioni per la seconda edizione del master».
L’economista Daniel Gros, direttore del Centre for European policy studies Bruxelles e advisory board del Laboratorio Luiss sul Mezzogiorno, ha spiegato: «Il problema del Sud Italia è di lunga durata, ma uno degli aspetti che finora sono stati trattati poco è che al Sud le imprese non sono molto più inefficienti di quelle al Nord ma manca l’occupazione, i posti di lavoro. Si tratta di pensare a trovare un modo per stimolare l’occupazione al Sud Italia piuttosto di pensare sempre ad aumentare la produttività. Prima l’occupazione e poi dopo la produttività». Il master adotta un approccio executive strutturato su tre aree didattiche: il contesto istituzionale, giuridico ed economico delle politiche nazionali ed europee dello sviluppo, gli approcci e gli strumenti di policy nazionali ed europei per lo sviluppo e l’active learning sull’Europrogettazione.

(29 Dic 2017 - Ore 17:26)

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