DOMENICA 18 Agosto 2019 - Aggiornato alle 18:45

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''Fumi, il progetto è fuorviante''

TERMOVALORIZZATORE. Le valutazioni tecniche della Cester, società incaricata dall’amministrazione comunale di Tarquinia, bocciano la documentazione presentata dalla A2A. Intanto il sindaco Giulivi perpara le carte dopo il sostegno unanime incassato in consiglio. Bufera su Moscherini

TARQUINIA - “Un progetto fotocopia che è stato presentato anche in altre province italiane”. La Cester, società di verificatori, incaricata dall’amministrazione Giulivi, bolla così, con una bocciatura assoluta, il piano presentato dalla A2A per un mega impianto di incenerimento di rifiuti da realizzare a Tarquinia, in un’area (Pian D’Organo Pian dei Cipressi) al confine con Civitavecchia e che interessa in parte anche il comune portuale.

“I documenti presentati dalle due società, A2A Energia e A2A Ambiente, non rispondono appieno all’elenco indicato dal Ministero. – mette nero su bianco la Cester - Inoltre, il proliferare di sigle e intestazioni genera confusione e difficoltà nell’individuare l’interlocutore, nonché responsabile, di quella che sarà la futura gestione di un termovalorizzatore che peserà, almeno un buon 50% in più rispetto agli attuali dati, come impatto ambientale a medio e lungo termine”.

La Cester mette così in evidenza tutte le carenze tecniche del progetto che sarebbe stato scritto ricorrendo anche a forme fuorvianti, così come riferito durante il consiglio comunale congiunto che si è svolto venerdì sera a Tarquinia, proprio dall’ingegner Achille Cester. La società parla infatti di una documentazione “semplicistica e fuorviante”.  

“Un esempio su tutti – è riportato nelle prime valutazioni tecniche - riguarda l’indicazione delle emissioni in atmosfera: invece che in forma sinottica, in una unica tavola con la portata totale, come ad esempio indicato nella relazione tecnica, in due tavole gemelle dove l’unica differenza è un numerino d’apice che permette però di indicare una portata di fumi pari alla metà di quella effettiva”. L’aspetto tecnico negativo del progetto per un inceneritore a Pian D’Organo fa quindi il paio con quello legato alla salute, che ha visto fortemente schierati contro l’impianto i  sindaci del territorio nonché i vari esponenti politici, di ogni schieramento: tra i presenti al consiglio congiunto di venerdì oltre ai due consigli comunali di Tarquinia e Civitavecchia, anche il primo cittadino di Montalto di Castro Sergio Caci, il sindaco di Allumiere Antonio Pasquini e il sindaco di Monte Romano Maurizio Testa. Ma anche rappresentanti istituzionali  come il deputato Mauro Rotelli (Fdi), la consigliera regionale Marietta Tidei (Pd) e i colleghi del Movimento Cinque stelle, Silvia Blasi e Devid Porrello. 
Una presa di posizione netta - culminata con  l’adesione all’unanimità alla mozione di contrarietà al termovalorizzatore ed ogni altro impianto per il trattamento dei rifiuti - che ha raccolto la soddisfazione anche del dottor Giovanni Ghirga che al termine dell’assise, dopo aver illustrato tutti i rischi per la salute, ha anche commentato: “A Tarquinia i cittadini hanno assistito alla prima pietra di una nuova politica dei territori; una politica unita nei grandi interessi dei cittadini: la salute, lo sviluppo ed il lavoro. I consigli comunali di Civitavecchia e Tarquinia, i sindaci di Monte Romano, Montalto di Castro, Tolfa ed Allumiere sono tutti contro l’inceneritore dei rifiuti a Tarquinia. Un orgoglio aver partecipato”. Sulla stessa linea improntata alla sinergia e all’unione delle forze, si indirizza il commento del sindaco di Montalto di Castro  Sergio Caci: “Eravamo molti sindaci, amministratori e cittadini. Il progetto oltre ad essere obsoleto, è redatto in modo superficiale. Montalto sarà al fianco delle altre amministrazioni per ribadire la propria contrarietà”. 
Voce fuori dal coro, quella del consigliere d’opposizione Gianni Moscherini che venerdì sera ha abbandonato l’aula pochi minuti prima della votazione. Un gesto che continua a raccogliere perplessità e commenti negativi. Da quello del capogruppo della Lega Roberto Borzacchi  - “l’atteggiamento di Moscherini – ha detto - ex candidato sindaco, di girare le spalle e non votare, è un oltraggio alla città di Tarquinia e del territorio. Dovrebbe vergognarsi, altro che chiedere la residenza per tutelare gli interessi di Tarquinia” - a quello del vicesindaco Luigi Serafini: “A pensar male si fa peccato…” che non manca di sottolineare l’assenza dello stesso Moscherini anche nel consiglio del 31 luglio quando l’assise ha votato la mozione contro l’impianto a biometano in località Olivastro.
Intanto il sindaco Alessandro Giulivi, dopo aver incassato il sostegno di tutti sindaci del territorio, prepara le carte, oltre che per cambiare la destinazione d’uso dei terreni mediante una variante al piano regolatore (iter a più lungo termine) anche  per ottemperare a quanto scritto nella mozione votata all’unanimità. Che giova ricordare prevede: la “contrarietà all’apertura di qualsiasi tipo di impianto che comporti l’incenerimento di rifiuti su tutto il territorio del comune di Tarquinia”. Impegna il Sindaco ad esprimere il parere negativo all’ufficio V.I.A. della Regione Lazio, tramite le osservazioni puntuali, entro 20 giorni ai sensi dell’art. 27 bis del codice dell’ambiente per l’Esame dell’Impianto di recupero Energetico di Tarquinia (VT) ubicato in località Pian d’Organo - Pian dei Cipressi. Inoltre conferisce mandato al Sindaco di agire nei termini e nelle modalità che si riterrà  idonee per la tutela degli interessi del territorio e dà mandato al Sindaco, quale massima autorità sanitaria, di diminuire i carichi inquinanti, e, facendo ricorso al principio di precauzione, di non autorizzare impianti impattanti, affinché venga garantito il diritto alla salute dei cittadini rispetto a qualsiasi altro interesse privato”.  

Nelle premesse, inoltre,  il documento richiama anche ad una serie di atti adottati in passato dal consiglio comunale delle città etrusca. Tra questi il parere espresso nel 2004 contro l’insediamento di centrali, industrie o impianti dediti alla lavorazione, stoccaggio e trattamento di qualsiasi tipo di rifiuti provenienti da fuori del territorio comunale. E la delibera del 10 aprile 2008 sull’approvazione per il piano quadro d’indirizzo e coordinamento zona D1 a Pian d’Organo e Pian dei Cipressi, in cui viene specificato che non si accettano insediamenti di stoccaggio di rifiuti di ceneri e di altri prodotti della combustione e che sono esclusi cementifici, inceneritori, industrie chimiche, depositi inquinanti e discariche.
 

(11 Ago 2019 - Ore 06:06)

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